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	<title>MPS</title>
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	<description>Movimento Pastori Sardi</description>
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		<title>Civitavecchia, la nota Marco Pitzalis</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Su youtube troviamo le immagini degli incidenti di Civitavecchia. Ho visto quasi tutto il film relativo a quegli eventi. I pastori con mogli e anche vecchie mamme con la fardetta e il fazzoletto sono stati circondati e ingabbiati come bestie alla discesa dalla Tirrenia. Non avevano commesso alcun reato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/04/mps_civitavecchia1.jpg"><img title="MPS a Civitavecchia" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/04/mps_civitavecchia1.jpg" alt="" width="500" height="200" /></a></p>
<p>E&#8217; iniziato avantieri il processo a tre pastori sardi &#8211; Felice Floris, Andrea Cinus, Priamo Cottu.</p>
<p>Su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IoK1w79yk5M" target="_blank">YouTube</a> troviamo le immagini degli incidenti di Civitavecchia. Ho visto quasi tutto il film relativo a quegli eventi. I pastori con mogli e anche vecchie mamme con la fardetta e il fazzoletto sono stati circondati e ingabbiati come bestie alla discesa dalla Tirrenia. Non avevano commesso alcun reato. Sono stati letteralmetne sequestrati.  (Vedi articolo <a href="http://www.movimentopastorisardi.org/?p=1568">La Nuova Sardegna</a>)</p>
<p>I pastori hanno sfondato l&#8217;accerchiamento. E sono stati braccati, afferrati e bastonati.</p>
<p>Poi li hanno denunciati. E ora il processo. E non a tre pastori qualunque, a tre dei leader del movimento. Si tratta dunque di un processo politico.</p>
<p>A Civitabvecchia è stata violata la libertà costituzionale di libera circolazione nel territorio e la Sardegna è stata umiliata.</p>
<p>I Sardi infattti hanno come via d&#8217;accesso al territorio italiano gli areoporti e i porti. Bloccare i pastori alla discesa della nave. Impedire loro di varcare i confini del porto ha un significato simbolico: le porte dell&#8217;Italia possono essere chiuse a piacimento in faccia ai sardi. In un video una donna rivendica i diritti costituzionali. Altro che codice barbaricino (con buona pace dei partigiani di Pigliaru-padre), i sardi hanno acquisito i valori della Costituzione e questi sono negati dallo Stato a dai suoi rappresentanti.</p>
<p>C&#8217;è troppo silenzio su questo processo. I borghesi (professori, giornalisti, scriba di varia natura, politici di vario grado) che hanno partecipato alle loro manifestazioni quando erano impetuose. Quelli che li hanno applaudito e che li hanno acclamati con lingua biforcuta, ora dove sono?</p>
<p>C&#8217;è troppo silenzio su questo processo. Nessuno invoca la poesia di Pasolini (malintesa dagli ignoranti) sulla bocca di chi vuole screditare i movimenti studenteschi.</p>
<p>Questa volta i Poliziotti non hanno pestato degli studenti &#8220;borghesi&#8221;, hanno pestato dei pastori.</p>
<p>Ma ciò che mi indigna non è lo scontro fisico. La battaglia sul campo. La battaglia leale ci sta.. Ciò che mi indigna è la persecuzione dei leader politici di un movimento che fa paura perché è un vero movimento popolare. Un vero movimento di classe. E&#8217; un movimento dove ci sono parole e atti di rivolta contro un sistema economico nel quale la Sardegna e i sardi sono doppiamente dominati: politicamente ed economicamente.</p>
<p>La morsa del capitalismo globale sulla Sardegna, le sperequazioni nella distribuzione delle risorse comunitarie a favore delle agricolture industriali del nord (altro che assenzialismo dei pastori, quanta coglioneria nei discorsi pelosi dei borghesi grassi di stipendi pubblici) sono cose non più tollerabili.</p>
<p>Il movimento dei pastori è tante cose diverse. Anche contradditorie. Ma è un movimento che rappresenta profondamente la Sardegna. In questi giorni a processo in Italia non ci sono solo Felice, Andrea, Priamo ma ci siamo tutti, in quanto sardi e anche i cittadini italiani liberi e democratici. E ci sono tutti quelli che sono critici rispetto al sistema capitalistco-finanziario e al dominio delle multinazionali.</p>
<p>Felice, Andrea e Priamo sono i miei compagni. A processo non ci sono solo loro ma la libertà di tutti.</p>
<p>Spetta a ciascuno di noi dare loro una mano. Ora!</p>
<p>Innanzitutto non facciamo calare il silenzio.</p>
<p>In secondo luogo, facciamo una colletta e sosteniamo i costi del processo.</p>
<p><strong><em>Nota di Marco Pitzalis</em></strong></p>
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		<title>Processo al MPS, 1° Puntata</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 07:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative ed eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Udienza a Civitavecchia per i disordini del 28 dicembre 2010 quando il gruppo guidato da Felice Floris sbarcò in porto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/05/processo_mps.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1569" title="Processo al MPS" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/05/processo_mps.jpg" alt="" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Udienza a Civitavecchia per i disordini del 28 dicembre 2010 quando il gruppo guidato da Felice Floris sbarcò in porto.</p>
<p>Organizzatori di manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, aggressione alle forze dell’ordine e in particolare a un poliziotto, che solo ieri ha fatto sapere di «essere rimasto in cura per 27 giorni» e non una settimana come finora aveva detto, confermato e sottoscritto. Per questi reati, in una udienza zeppa e confusa, tra gli altri quindici processi a ruolo anche quelli per assegni a vuoto e banconote false, sono stati rinviati a giudizio i tre pastori sotto inchiesta da quasi due anni per gli scontri cominciati all’alba di un lontano 28 dicembre 2010 a Civitavecchia.</p>
<p>È il giorno in cui sulla banchina di un porto che i sardi conoscono da sempre, soprattutto nel male, chi scendeva dal traghetto con bandiere e fazzoletti al collo fu prima rinchiuso in gabbia e poi preso a manganellate. A emettere un primo verdetto su quella brutta storia che indignò l’Italia è stato il magistrato preliminare Roberto Nespeca. È stato lui ad accogliere le richieste della Procura e fissare la data del processo: il 15 ottobre.</p>
<p>Quella mattina, nell’aula di un giudice monocratico, sul banco degli imputati ci saranno Felice Floris, il leader del Movimento, e i suoi “compari” Andrea Cinus e Priamo Cottu. Sono loro gli unici manifestanti sugli oltre cento presenti che polizia e carabinieri hanno detto di aver individuato e identificato. Il resto di quel mondo che arrivò a scontrarsi sulle banchine, comprese le forze dell’ordine su cui sin dall’inizio fu chiesto d’indagare per il «loro comportamento esagerato e violento», rimarrà ancora fuori da questo palazzo, al massimo potranno essere convocati come testimoni. È una giustizia, quella di Civitavecchia, celebrata in questa struttura dalla facciata grigio topo, e con troppe insegne capitozzate, come un’esilarante “cura” al posto di Procura. L’ingresso ricorda le brutte scuole degli anni sessanta, la differenza è nel metal detector all’ingresso, addossato a un banco traballante, il tutto presidiato da due vigilantes abbastanza distratti. È in quest’atmosfera che, nella stanza numero uno, al piano terra, il giudice ha scandito i nomi di chi ha preso posto in fondo alla sala: Felice Floris e gli altri due pastori. Seduti appena dietro l’unico difensore presente, Pinuccia Cottu, tra l’altro sorella di Priamo-l’imputato, che parlerà a nome anche dei colleghi assenti, Antonio Gaia e Patrizio Rovelli. È stata un’udienza flash, con poco spazio per il contraddittorio, in cui il pubblico ministero, neanche il titolare dell’inchiesta — Paolo Calabria al posto di Alessandro Gentile — si è limitato a proporre la formula concordata poco prima al primo piano: «Chiedo il rinvio a giudizio degli imputati». Per poi lasciare spazio all’intraprendenza dell’unica parte civile, il poliziotto Fabiano Stanghellini. È l’agente che, certificato medico in fotocopia e molto tempo dopo, ha messo al corrente di essere «rimasto sotto cura per 27 giorni dopo essere stato travolto e schiacciato contro un pilone». Prognosi postuma, accolta dal magistrato preliminare, che tra l’altro ha fatto di tutto perché l’udienza non uscisse dai binari della consuetudine. A dare uno scossone ci ha provato l’avvocato Pinuccia Cottu quando ha contestato la contraddittorietà delle relazioni di servizio fra quelle del commissariato Castro Pretorio e i carabinieri di Civitavecchia sul numero dei manifestanti. È una cifra ballerina, che salta da cento a trecento, come sono zoppicanti nella ricostruzione degli orari altre frasi scritte su quei rapporti da vice-commissari, capitani e sovrintendenti. È strano: da quei “temini” chi legge si sarebbe aspettato maggiore chiarezza, perché queste sono le uniche prove d’accusa presentate dalla Procura.</p>
<p>Agli atti non c’è neanche il video cui gli investigatori fanno sempre riferimento e che «ha permesso alla Digos di identificare i più facinorosi». Un mistero su cui il magistrato ha sorvolato, nonostante le contestazioni della difesa, prima di contrapporre alla richiesta degli avvocati («non luogo a procedere») la sua: il rinvio a giudizio. Decisione accolta dagli imputati con una sola battuta: «Al processo dimostreremo che è stata un’aggressione preordinata».</p>
<p><em>Umberto Aime</em></p>
<p><strong>Tratto da:</strong> <a title="La Nuova Sardegna" href="http://http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/05/03/news/scontri-con-la-polizia-tre-pastori-sardi-rinviati-a-giudizio-1.4455332" target="_blank">La Nuova Sardegna</a> del 03.05.2012</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lettera di Maurizio Fratta a Felice Floris</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera di Maurizio Fratta a Felice Floris.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Caro Felice,</div>
<div></div>
<div>sono Maurizio Fratta e ti scrivo dall&#8217; Umbria.</p>
<p>Ci siamo conosciuti a Chianciano in occasione dell&#8217;incontro indetto dal Movimento Popolare di Liberazione ed al quale tu hai partecipato dando uno dei contributi piu&#8217; significativi.</p></div>
<div>
Intendo esprimere a te ed ai due tuoi compagni Priamo ed Andrea la mia solidarietà in occasione del processo che vi vede imputati il 2 maggio presso il Tribunale di Civitacecchia per manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.</div>
<div></div>
<div>Vi si intenta un processo perche&#8217; voi in realta&#8217; siete colpevoli di avere sollevato il vessillo della dignità e della libertà, della difesa dei diritti dei lavoratori e di tutto il popolo sardo.</div>
<div></div>
<div>Che le parole di Emilio Lussu (*) vi siano di conforto in queste ore.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Le idee da se stesse son misera cosa se non vi sono degli uomini che le agitano: con i fatti. L&#8217;eroismo,elemento senza cui le rivoluzioni rimangono sulla carta,non si predica ma si pratica: coi fatti. I fatti sono la sola grande forma di propaganda di idee nelle ore rivoluzionarie. Ma appunto per questo, affinchè i fatti conservino tutta la grandezza della loro eloquenza, debbono essere ispirati da idee base. Anzi, senza queste, gli stessi fatti non potrebbero avere nè incominciamento nè origine. Basta leggere il testamento di Michele Schirru o la deposizione di De Rosa al processo di Bruxelles: eppure l&#8217;uno e l&#8217;altro sono considerati degli eroi puri che, stanchi di parole, affermano il fatto.</div>
<div></div>
<div>Senza idee non si creano nè gli eroi singoli nè tanto meno la minoranza che creda nella rivoluzione e la capeggi dopo esserne stata l&#8217;avanguardia audace&#8221;.</div>
<div></div>
<div>(*) E.Lussu &#8220;Lettere a Carlo Rosselli e altri scritti di Giustizia e Liberta&#8217; &#8220;a cura di M.Brigaglia Sassari 1979</div>
<div></div>
<div>Un caro saluto,</div>
<div></div>
<div><em>Maurizio Fratta</em></div>
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		<title>27 dicembre 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 19:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Barca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 maggio 2012 si apre il processo al MPS per i fatti del porto di Civitavecchia del 27 dicembre 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/04/mps_civitavecchia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1560" title="MPS a Civitavecchia" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/04/mps_civitavecchia1.jpg" alt="" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Una data che in molti portano come una stretta nel cuore. Il freddo di quel giorno non sembra mai essere passato, come quando stai troppo fuori e anche metterti davanti ad un camino acceso non aiuta a scaldarti. C’è di peggio se il fuoco non si è acceso mai, come in questa storia. C’è di peggio se è rimasto solo il gelo che ha congelato tutto. Qualcuno ha provato a scaldare i nostri animi. Ricordo ancora la mail arrivata al Movimento qualche giorno dopo. Un perfetto sconosciuto, non sardo, non pastore, non politico, insomma nessun interesse se non quello di essere un comune cittadino, un uomo, un fratello, un padre, scrisse grossomodo così: “Ho appreso la notizia alla radio mentre andavo a lavoro. Sono tornato a casa dove c’era ancora il presepe, ho preso i soldatini dei miei figli e li ho collocati tra i pastori e Gesù Bambino. Il mio figlio piccolo mi ha chiesto perché, ed io gli risposi che era quello che era accaduto oggi ai pastori. Volevano andare a trovare la speranza, ma qualcuno si è opposto. Nessuno dovrebbe essere indifferente a quanto accaduto. Neanche i nostri figli”. Qualche lacrima dopo aver letto la mail e poi di nuovo rabbia ghiacciata.</p>
<p>Poi altri messaggi giunsero al Movimento. Scusate se oggi  non riporto le “buone parole”  che ci giunsero dalle istituzioni, che tra l’altro furono davvero poche, solo alcuni uscirono dalla gelida indifferenza e ci diedero qualche pacca sulla spalla. Mi sembra più sincero ricordare le testimonianze oneste, come quel ragazzo che intitolò il suo ragionamento Libertà: “Io non sono un pastore, o meglio non lo ero. Sono un normale ragazzo sardo… sono il classico pastore di seconda generazione, come amano definirci i pensatori di un certo livello… oggi è tutto muto, tutto è coperto da un urlo straziante, la richiesta d’aiuto di uomini che vedono violata la loro libertà più importante: la dignità. Ciò che ho percepito oggi ha destato in me orrore poiché è stato calpestato il valore fondamentale di ogni società civile: la libertà. Non c’è colore, non c’è scontro politico, non c’è ideale che possa transigere dal rispetto della libertà individuale, punto cardine di ogni stato di diritto… Oggi lo stato italiano non ha garantito ai suoi consociati la tutela della libertà personale, della libertà di circolazione, della libertà di riunione… è per questo che se ieri non ero un pastore, oggi lo sono…”. Gli risposi solo grazie. Non c’era da aggiungere altro. I miei occhi gridavano cercando risposte che non sarebbero arrivate mai: “Perché solo pochi hanno capito?”. Nei mesi è arrivata solo la consapevolezza che se c’era una colpa, era stata attribuita a noi, perché pastori o perché sardi, o perché entrambe le cose.</p>
<p>Oggi quella colpa la vogliono far scontare a tre di noi. Tre amici, tre fratelli. Tre di noi il 2 maggio saranno davanti ad un giudice, questa volta non verranno bloccati al porto. Sarà lecito che loro raggiungano il tribunale di Civitavecchia dove rivivranno quel giorno. Saranno giudicati nonostante a loro, e a noi tutti, mediane coercizione fisica sia stato impedito di estrinsecare nel suolo nazionale la nostra libertà. Libertà.</p>
<p>Che freddo quel giorno, e che freddi i mesi dopo. Nessuno ha acceso un fuoco.</p>
<p>Di proposito, stavolta, non ho voluto raccontare i fatti di Civitavecchia. Peggio per chi non li conosce. Dovrebbero far  parte di tutti. È il passato di tutti e chi non conosce il suo passato è destinato a riviverlo. Chi non sa che nel dicembre del 2010 è venuta meno, per trecento persone, ogni forma di libertà, non sarà in grado mai di combattere per la sua libertà perché non sa che, in quella occasione, è venuta meno anche a lui, a chiunque anche se non presente fisicamente.</p>
<p>Il 2 maggio saremo affianco dei nostri fratelli, come quel giorno, come sempre.</p>
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		<title>Il CARC intervista Felice Floris</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo integrale dell'intervista del CARC a Felice Floris, leader del Movimento Pastori Sardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2011/06/felice-floris.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1228" title="Felice Floris" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2011/06/felice-floris.jpg" alt="" width="500" height="300" /></a></p>
<p><em><strong>Il Movimento dei Pastori Sardi è diventato “famoso” con le lotte dell’estate del 2010 (blocchi di strade, aeroporti e porti, assedio della Regione), ma esiste dagli anni ‘90. Come è nato e con quali obiettivi?</strong></em><br />
Il movimento è nato perché sentivamo il bisogno di avere una voce politica. Siamo una realtà che coinvolge tra diretti e indiretti oltre 100.000 persone: in una regione come la Sardegna, che ospita poco meno di un milione e mezzo di abitanti, non è poco! Negli anni ‘90 ha segnato una svolta, con grandi manifestazioni di piazza finite quasi sempre con scontri con le forze dell`ordine, tanti arresti e processi che ci hanno “svenato”. Questo è stato  il nostro inizio e da allora il movimento ha continuato a manifestare ogni qualvolta si presentavano delle necessità, per poi ritirarsi e restare dormiente, perché non c’è una struttura fissa di gente che lo fa a tempo pieno, c`è gente che lavora, impegnata nel proprio mestiere, ma quando c`è la necessità si chiama a raccolta.</p>
<p>La base è quella economica. Ogni movimento nasce da una necessità e da un disagio economico, ma quando parliamo di prezzo di latte parliamo di reddito, parliamo di dignità del lavoro.</p>
<p>Anche nel 2011 siamo partiti con una questione economica, il prezzo del latte, però abbiamo fatto una piattaforma più organica che prevedeva una netta e radicale riforma di tutto il settore e che se applicata avrebbe portato grandi benefici, valorizzato e dato dignità non solo al settore pastorale ma anche a quello agricolo. Il  nostro settore infatti è una bella forza produttiva in Sardegna, ma restava sempre molto marginale, era ritenuto non indispensabile. Questo è stato il grande errore della politica nazionale e in particolare regionale che non ha adottato mai una strategia di sviluppo “organica” per il settore, in  particolare la Regione che ci dava qualche contributo con i soldi comunitari ma poi tirava a campare!</p>
<p>Poi l’abbiamo caratterizzata anche politicamente nel senso che i nostri slogan erano: “a questa politica dell`agricoltura e della pastorizia non gliene frega niente”, “è una classe politica assoggettata a una cultura industriale fallimentare”. Perché di questo si tratta. In Sardegna l`industrializzazione è fallita ancor prima di nascere. La classe politica si è ingrassata con i soldi comunitari per far decollare un’industria già decotta, quell`industria che il nord abbandonava e smobilitava perché creava crisi è diventata appannaggio delle regioni del  sud.  Questa è una grande vergogna, una delle cose più misere e meschine che la classe politica italiana e regionale ha fatto nei confronti del sud in generale.</p>
<p><em><strong>Dal  2010  il movimento si è esteso…</strong></em><br />
Il movimento si è allargato, ma non solo. Ora dimostriamo cosa rappresenta il movimento e cosa potrebbe rappresentare se non si trovano soluzioni ai nostri problemi! Non siamo stati lì a mediare sul linguaggio, duro, di rivolta sociale senza mezzi termini. Abbiamo bloccato tutto quello che era possibile bloccare, ogni settimana spostavamo 5 -6 mila persone in lungo e in largo per la Sardegna, in maniera organizzata. Gli stessi partiti sardi e nazionali si chiedevano come facevamo ad avere questa energia e capacità di mobilitazione, per spostare un pezzo di esercito non per fare festa, ma per dare battaglia!</p>
<p>Il 14 settembre del  2011 abbiamo manifestato con oltre 15.000 pastori. Volevamo fare le prime file con i pastori a cavallo e abbiamo mobilitato giovani e abili cavalieri con 500 cavalli, perché, proprio dalla nostra esperienza di piazza, nelle manifestazioni siamo sempre stati aggrediti. Purtroppo attorno a Cagliari la polizia aveva organizzato dei cordoni sanitari con i veterinari, con la polizia veterinaria, che hanno respinto indietro tutti i cavalli, escluso la piccola rappresentanza di una trentina di cavalleggeri. Comunque quella manifestazione nella storia della Sardegna non ha precedenti, neanche organizzate da sindacati confederali, dai minatori…non c`era mai stata una mobilitazione così forte. Tant`è che il Consiglio Regionale è sceso a compromessi e ha accolto il 99% dei 12 punti della nostra piattaforma (www.movimentopastorisardi.org/?p=14).  Quel giorno smobilitammo con la promessa che di lì a un mese saremmo scesi in piazza per sentire a che punto era il lavoro per trovare soluzioni al problema…e  infatti un mese dopo siamo tornati, forse anche più di 15.000. Il presidente della giunta Cappellacci non si fece trovare,  i pastori circondarono il palazzo, bloccarono dentro i  Consiglieri, un gruppo riuscì a entrare e occupò il palazzo. Per una settima tenemmo l`occupazione. Il giorno dell’occupazione ci furono scontri, cariche della polizia e arresti…</p>
<p>Abbiamo ritenuto necessario portare questa nostra esperienza fuori dal territorio sardo. Ma a Civitavecchia anche lì siamo stati bloccati, aggrediti, picchiati. Tre di noi dovranno affrontare un processo per lesioni a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata, capi d`imputazione per cui si rischia da 3 a 6 anni. E’ un processo che si farà a breve, il Pubblico Ministero ha già mandato la comunicazione di rinvio a giudizio, comunque sappiamo che i pastori sono sempre stati condannati, per cui non ci aspettiamo “clemenza”. Poi siamo stati a Taranto e in Basilicata a promuovere l’idea di un coordinamento mediterraneo e a febbraio del 2011 abbiamo manifestato a piazza Affari, alla Borsa di Milano, e anche lì abbiamo ricevuto lo stesso trattamento di Civitavecchia. La polizia ci aspettava, ai caselli ci hanno circondati e scortati a sirene spiegate con cellulari, carabinieri, polizia…tutti! Quando abbiamo sciolto la manifestazione, ci hanno circondati e volevano che saltassimo di corsa sui pullman per portarci via, ma ci siamo rifiutati e abbiamo organizzato pranzi e canti tradizionali… siamo stati lì fino alle 5 e si è consumata la giornata di miseria di questa società che i pastori non li sopporta proprio, e dei pastori ha paura.</p>
<p><em><strong>I  vostri metodi di lotta sono radicali…</strong></em><br />
Noi vogliamo che i nostri metodi siano duri. Quando i siciliani dicono che non possiamo andare contro i fratelli in divisa, come diceva Pasolini… Attenzione però! Perché se quei fratelli mi fanno del male… come in tutte le buone famiglie anche  tra fratelli ci si picchia, anche nelle migliori famiglie quando c`è qualcosa che non va bene poi se le danno… falsi moralismi, fanno parte della vita.</p>
<p><em><strong>A gennaio di quest’anno avete promosso un coordinamento su scala regionale, la Consulta dei Movimenti. Ci sono organizzazioni indipendentiste, organismi di lavoratori autonomi e gli altri chi sono?</strong></em><br />
Ho convocato anche trasportatori, artigiani, commercianti, studenti, precari, insomma tutto quel malessere sociale che si raggruppava in piccolissimi movimenti, ma che erano una realtà, e ho dato vita alla Consulta (www.movimentopastorisardi.org/?p=1506). Per una settimana abbiamo bloccato la Sardegna tra porti e strade, abbiamo iniziato a occupare i comuni, 60 circa,  ma abbiamo sospeso perché la cosa non stava andando per il verso giusto.  All`interno del movimento si stavano infiltrando soggetti politici, ma noi  non possiamo lavorare per il re di Prussia! Il movimento deve crescere nelle attività produttive punto e basta, non ci devono essere movimenti o partiti politici di nessun genere, se vogliono partecipare e sostenere la nostra lotta lo facciano, ma senza colori e lontano dai microfoni. Anche ai partiti indipendentisti abbiamo detto di fare un passo indietro. Sono a tutti gli effetti soggetti politici, partecipano alle elezioni, hanno consiglieri provinciali e regionali, se vogliono sostenerci devono farlo dietro le quinte, senza clamori e senza aspettare un tornaconto. Noi non lavoriamo per questo o per quel gruppo politico. Sarà il  movimento stesso, la stessa Consulta a deciderà in maniera autonoma se domani vorrà darsi una struttura.</p>
<p><em><strong>Quali sono  gli obiettivi della Consulta?</strong></em><br />
Primo, la questione di Equitalia. Questo strumento vessatorio che rapina in maniera molto violenta, che è peggio della mafia… Equitalia ti porta al suicidio, ti porta via tutto! Poi c`è la questione del debito delle aziende che non sono in grado di pagare, quindi una moratoria sui debiti, sulle politiche per lo sviluppo, insomma  tutta una serie di cose che il governo non faceva, e ancora peggio fa politiche per retrocedere e vessare ulteriormente chi lavora. Basta pensare all`Imu sui terreni agricoli, sui fabbricati… già hai difficoltà a sopravvivere e vieni strozzato, il governo ti mette una tassa ancora maggiore… Anche solo questo meriterebbe, se la gente avesse un po’ più di coscienza, una sollevazione armata, perché il pastore non  è molto disposto a rinunciare al lavoro fatto anche dalle generazioni precedenti. Diventa una questione di orgoglio, dignità e onore perché mio padre e mio nonno mi hanno lasciato questo bel mestiere e io lo sto regalando a questa società che non merita niente. Ormai i governanti li definisco “incalliti giocatori d’azzardo” che giocano nel mercato internazionale, perdono, perché poi l`economia è anarchica e non risponde a regole precise, ma solo al profitto… e loro cosa fanno? Si rifanno sul popolo e gli svuotano le tasche. E’ questo il meccanismo che ormai va alla grande in tutto il territorio nazionale.</p>
<p><em><strong>Con gli operai dell’Alcoa, della Vinyls e delle altre fabbriche a rischio chiusura avete legami?</strong></em><br />
Si, c’è un sodalizio eccezionale, portano i nostri fazzoletti al collo! Il movimento è maturato,  i pastori sono maturati  e non sono più i quei soggetti opportunisti  che pensano a non far cadere la loro aziendina e  poi del resto non gliene frega niente. Il MPS è uscito fuori, ha stretto buoni rapporti con il vicinato, con tutte quelle forze produttive che hanno bisogno l`una dell`altra. Noi non pensiamo che la pastorizia sia la soluzione economica della Sardegna, saremmo degli stupidi. Sappiamo che è fondamentale che ci sia un industria più leggera, meno inquinante e dall`altra parte che ci siano un’agricoltura e una  pastorizia che producono i beni di consumo alimentari di cui la società ha bisogno.</p>
<p><em><strong>Avete rapporti con organizzazioni sindacali, la FIOM per esempio?</strong></em><br />
Abbiamo rapporti  e dialogo con gli operai, le maestranze, ci si incontra e si fanno iniziative e quando  fanno presidi noi portiamo viveri, siamo lì materialmente  e ci vogliono bene, ma con le strutture sindacali c’è chiusura. Hanno fatto uno sciopero generale in Sardegna cui hanno preso parte 10.000 persone, noi mica siamo stati invitati! Il movimento dei pastori sardi gli fa paura perché li inchioda alle responsabilità che hanno in questo sfacelo: sono complici di questo fallimento, hanno camminato e mangiato assieme a chi ha voluto portare investimenti non produttivi, hanno preso centinaia e centinaia di miliardi di vecchie lire per avviare questo modello di sviluppo industriale che ha strappato molti pastori dalla campagna nella speranza di un futuro migliore, ma che dopo qualche anno si sono trovati senza terra, senza mestiere e senza lavoro. Ecco, questa è la grande responsabilità di queste persone!</p>
<p>Rispetto alla FIOM sono stato invitato da Landini al congresso per i 110 anni della FIOM, a Bologna,  e ci sono andato volentieri proprio perché crediamo che fra le strutture sindacali la FIOM è un po’ “l`anomalia”… e spero che continui… Anzi secondo me continuerà, abbiamo visto che sull`art. 18 in molte città si sono mossi e hanno reagito, in maniera abbastanza debole, ma comunque hanno reagito.</p>
<p><em><strong>Il 9 marzo a Roma con la FIOM c’era un grande spezzone della Federazione Italiana Movimenti Agricoli: anche voi ne fate parte?</strong></em><br />
Siamo in contatto, ma non abbiamo aderito a quel coordinamento. Sono bravi però vogliono sedersi ai tavoli di trattativa. Ma, dico io, cosa serve sedersi a dei tavoli sparecchiati e parlare di decisioni già prese? Noi dobbiamo cambiare le cose in maniera radicale, dobbiamo cambiare tutto e poi semmai ci sediamo, non prima perché altrimenti sei trascinato ad accettare di stringere un po’ la cinghia, a diventare a tua volta un aguzzino.</p>
<p><em><strong>Il MPS è legato al Movimento dei Forconi?</strong></em><br />
Il movimento dei Forconi è una costola del nostro movimento, ha impedito che il silenzio continuasse a calare sulla Sicilia in movimento. Sono dei fratelli a tutti gli effetti e forse sono un passo avanti a noi, perché mentre io sto realizzando adesso la Consulta, loro sono partiti già con una sorta di Consulta. Adesso vorrebbero in qualche maniera inserirsi nelle prossime elezioni amministrative, mentre secondo me bisogna stare fuori da questa bega elettorale per non perdere tutto il consenso conquistato col sudore.</p>
<p>Noi diciamo che bisogna costruire delle Amministrazioni comunali di emergenza per  forzare i patti di stabilità, che ai patti con le banche e con lo Stato antepongono i patti con i lavoratori autonomi, con i lavoratori dipendenti, mettendo  avanti la difesa dei beni comuni e gli interessi della collettività&#8230;<br />
Il patto di stabilità garantisce stabilità ai bilanci nazionali, però porta alla rovina i bilanci delle singole aziende che poi sono componenti del bilancio nazionale. E’ un meccanismo distorto che serve ai giocatori d`azzardo per continuare in maniera incallita il loro gioco finanziario. Noi ci siamo chiesti come possiamo rompere questo patto stabilità.</p>
<p>Noi ci siamo chiesti come possiamo rompere questo patto di stabilità. A febbraio abbiamo deciso di  occupare tutti i comuni della Sardegna e obbligare i sindaci a dare le dimissioni, creare il vuoto amministrativo. E  non era una parola d`ordine fine a se stessa, era importantissimo perché noi avevamo già escluso il Consiglio Regionale da qualsiasi trattativa e ingerenza con lo Stato Italiano, cioè avremmo elevato  i sindaci dal gradino più basso a quello più alto, perché loro avrebbero dialogato con Monti.<br />
Bypassare le province, ma senza chiederne l`abolizione, e il Consiglio Regionale perché ormai è incapace e ha perso ogni possibilità di dialogare. Il vuoto amministrativo è una cosa pesante…</p>
<p>Infatti noi diciamo di costruire Amministrazioni Comunali che si pongono in rottura con lo Stato e le Autorità centrali, un po’ come abbiamo visto nel Sulcis…<br />
E’ proprio per colpa di un gruppo di  sindaci del SULCIS che ho bloccato la Consulta. Perché l’obiettivo era di occupare 100-150 comuni, eravamo più o meno a quota 40 e invece cosa hanno fatto? Sono andati dal Prefetto a dare simbolicamente le dimissioni, hanno cercato di anticipare le nostre mosse per fare le prime donne. E  tutto in funzione dell`Alcoa… Noi siamo solidali con gli operai, ma a me questa cosa dell`Alcoa non va molto giù! E’ una struttura che assorbe quasi  il 60% per cento dell`energia in Sardegna e crea un inquinamento terribile, dà occupazione a poco più di 560 persone e prende una marea di soldi dallo Stato! Noi non vogliamo fare una battaglia perché l’Alcoa resti a ogni costo, ma perché restino gli operai  e per migliorare  la loro condizione! Invece molti sindaci volevano fare la battaglia per far sì che Alcoa venisse “graziata” con altri 500-600 milioni di euro. Stiamo scherzando?</p>
<p><em><strong>Sempre sul tema delle amministrazioni locali, può oggi un’amministrazione locale essere veramente rappresentativa degli interessi dei lavoratori se non si mette contro il governo centrale?</strong></em><br />
L`amministrazione locale secondo me è fondamentale,  lo stiamo vedendo in Val di Susa con i No TAV dove i sindaci si schierano con i No Tav.  Andare contro uno o più consigli comunali guarda che diventa una battaglia dura, di popolo!</p>
<p><em><strong>E’ passato il decreto cresci-Italia che vessa i lavoratori autonomi. Ripartirete con le lotte?</strong></em><br />
Dopo l’ubriacatura elettorale di maggio, in Sicilia e Sardegna adotteremo di nuovo la  strategia “occupiamo i comuni”.  Passeremo al contrattacco inizialmente in maniera simbolica come assemblea permanente, poi cominceremo a bloccare l’economato, l’ufficio tecnico, ecc. Chiederemo ai sindaci di schierarsi: con noi o contro di noi! Se stanno con noi, in massa danno le dimissioni e una delegazione di sindaci tratterà con il governo. In Sardegna abbiamo lo Statuto speciale e in base all`art. 8,  il 7 per mille deve rimanere ai sardi mentre invece lo Stato centrale incassa e non restituisce mai. Noi li possiamo trattenere, possiamo fare disobbedienza cioè le tasse non le diamo allo Stato…è guerra, amico!</p>
<p>Napolitano di recente ha detto che “non saranno tollerate manifestazioni che travalicano i limiti della legalità”, non ti sembra che in realtà i blocchi, le occupazioni, gli assedi, cioè le lotte che “travalicano i limite della legalità” oggi sono l’unico modo per far valere i propri diritti e iniziare a invertire la rotta?<br />
Qui in Sardegna gli abbiamo dato una bella accoglienza a Napolitano… non gli abbiamo dato tregua, l`abbiamo seguito da tutte le parti e fischiato di brutto,  a Cagliari,  a Sassari, ovunque.</p>
<p>Questi ormai stanno facendo tutto illegale… Sono illegali loro, è illegale il governo, la loro politica, il loro programma… tutto. Stanno facendo illegali anche le manifestazioni di piazza, come 20 anni fa quando ci sparavano addosso e quindi di che cosa ci dobbiamo preoccupare?</p>
<p><em><strong>Prossime iniziative in programma?</strong></em><br />
Adesso c’è un incontro a Olbia perché è una zona scoperta e stiamo cercando di coprire un po’ tutta la Sardegna, ci sono provincie dove siamo ancora deboli, e seguiremo la pratica che adottò il movimento nel 2010, fare tante iniziative prima di fare qualcosa di clamoroso. Poi le assemblee sono fondamentali, perché si sviluppa la coscienza, il dialogo e riesci ad individuare soggetti da valorizzare… perche tu convochi la gente in piazza ma poi? Continui ad affrontare dei processi ma in maniera sfiancante, mentre così lavoriamo un po’ come i giocatori della pallanuoto, in superficie tutto regolare ma sott’acqua è un casino.<br />
E comunque seguiteci, perché io lo dico sempre, se già 20 anni fa le classi intellettuali ci avessero sostenuto oggi non saremmo in questa situazione.</p>
<p>Tempo fa avete elaborato una piattaforma in 12 punti, con le misure urgenti per risollevare il settore dell’agro-pastorale, ma per attuarla ci vuole un’autorità, un governo che obbedisce non alla BCE, a Confindustria, al Vaticano ma alle vostre organizzazioni.</p>
<p>E’ chiaro che ci vuole un governo… ma qualche volta bastano i pastori in piazza con i bastoni in mano e se poi con i bastoni ci sono i forconi ancora meglio. Io lo dico sempre, l’unica strada è cambiare l’ordine mondiale delle cose, perché altrimenti possiamo cambiare lo Statuto di una regione o un provvedimento ma sempre in questo meccanismo dobbiamo stare&#8230; Però è un grande sogno. In Sardegna hanno creato un enorme disastro ambientale con la costruzione di  moltissime dighe, fatte in nome e per conto degli agricoltori, mentre invece l’acqua è andata tutta alle fonderie… basterebbe che quest’acqua venisse data agli agricoltori, anche gratis, per far produrre alle nostre pianure tanti di quei beni che avremmo risolto tanti di quei problemi, non solo dei pastori… noi importiamo l’80% dei beni alimentari, siamo un’isola di consumatori.</p>
<p><em><strong>Si tratta di costruirlo un governo così, voi siete un esempio, già fate una parte del percorso che va in questa direzione…</strong></em><br />
Ti posso dire di sì, ma se mi dici che possiamo realizzarlo noi ho dei dubbi… un nostro contributo al risveglio lo daremo, ma il passo è molto lungo.</p>
<p><em><strong>La situazione è favorevole per fare una volta per tutte i conti con gli oppressori dei popoli&#8230;</strong></em><br />
Ne sono convinto. Il 20 maggio ad Avola ci sarà il raduno del Movimento dei Forconi e lancerò questo appello, senza indugi, con molto coraggio e accanimento, perché chi è accanito e ha coraggio può trovare soluzioni, chi è pavido no.</p>
<p><strong>Tratto da:</strong><em> <a href="http://www.carc.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1371:intervista-a-felice-floris-leader-del-movimento-pastori-sardi-integrale&amp;catid=6:resistenza-del-mese&amp;Itemid=11">www.carc.it</a> del 10.04.2012</em></p>
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		<title>IMU 2012 sui fabbricati rurali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 10:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decreto Monti ha anticipuato al 2012 l'entrat in vigore dell'IMU, l'imposta comunale che andrà a sostituire l'ICI. Diversamente da quanto avveniva in campo ICI, dal 2012 saranno assoggettati ad IMU anche i fabbricati rurali, ossia quelli asseriti all'attività agricola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Decreto Monti ha anticipato al 2012 l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;IMU, l&#8217;imposta comunale che andrà a sostituire l&#8217;ICI.</p>
<p>Diversamente da quanto avveniva in campo ICI, dal 2012 saranno assoggettati ad IMU anche i fabbricati rurali, ossia quelli asseriti all&#8217;attività agricola.</p>
<p><a title="IMU 2012 sui Fabbricati Rurali" href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/03/circolare_feb_2012.pdf">Estratto di un&#8217;informativa dello Studio Campus Service</a>.</p>
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		<title>Lettera all&#8217;associazione Sardegna Virtuosa</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 19:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera di ringraziamento all'associazione Sardegna Virtuosa, per il premio ricevuto dal Movimento Pastori Sardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissima Associazione Sardegna Virtuosa,</p>
<p>Con la presente intendiamo esprimere tutta la nostra gratitudine per aver riconosciuto in noi un merito tanto alto da volerci assegnare il prestigioso Premio dedicato alla memoria dell’indimenticabile persona di Emanuela Loi.</p>
<p>È illimitato il nostro orgoglio nel vedere in tale riconoscimento un valore supremo che si rispecchia nel sacrificio dell’uomo per il lavoro. Siamo grati per il pomeriggio passato insieme  ai tanti che hanno, nel ricordo, condiviso quelle tonanti parole “forza e coraggio” che avete scelto come sostantivi per accompagnare la piccola statuetta. Ecco, noi non consegniamo premi materiali ma è dovuto che noi riconosciamo e porgiamo in voi gli stessi sostantivi: la Forza di impegnarvi ogni anno nel ricordare che c’è anche una Sardegna buona, definita da voi “virtuosa”; il Coraggio di non dimenticare una donna, il cui senso del dovere l’ha spinta a diventare, infine, emblema del dovere, del sacrificio e del coraggio stesso.</p>
<p>Quel giorno nel ringraziarvi abbiamo detto che questa società dove viviamo è strana: a volte ci condanna, ci maltratta, a volte ci premia. Tale incongruenza non ci spaventa e il  vostro riconoscimento è per noi un lieto slancio e impulso per non temere di andare avanti nel nostro obiettivo principale: tenere alta la dignità nel nostro lavoro. A tal proposito è doveroso da parte nostra ringraziare il giudice Ferdinando Imposimato per le sue parole che hanno riscaldato il nostro cuore, ma pensiamo possano e debbano riscaldare i cuori di tutti i sardi, ecco perché le riportiamo qui nei nostri ringraziamenti, certi che non vadano dimenticate: &#8220;Io continuo a credere profondamente nella Costituzione e dato che tutta la nostra Costituzione si fonda sulla dignità del lavoro, credo che quella del pastore sia la più alta rappresentazione del lavoro&#8221;.</p>
<p>Qualcuno nello stesso pomeriggio ci ha chiesto di non deludere la profondità del significato del premio. Bene, noi faremo di più, renderemo Emanuela Loi custode delle nostre azioni perché con lei condividiamo il sacrificio e la non paura di combattere qualsiasi sistema imputridito che contagia anche la volontà di sperare in una Sardegna giusta, virtuosa.</p>
<p>La nostra speranza non sarà contagiata mai dallo scoramento e nel ringraziarvi ancora, auguriamo a voi tutti di tenere alta la stessa speranza per questo e per gli anni a venire, per Emanuela Loi e per tutti i sardi.</p>
<p>I nostri più cordiali saluti,</p>
<p><em>Il Movimento Pastori Sardi</em></p>
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		<title>Il MPS, riceve il Premio Nazionale &#8220;Emanuela Loi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento culturale "Sardegna Virtuosa" oragnizza, sabato 11 febbraio 2012 a Sestu (CA), presso l'Aula Consiliare via Scipione, la III Giornata Regionale della Moralità e Legalità in occasione del XX Anniversario delle Stragi di Via D’Amelio e Capaci nella quale perse la vita Emanuela Loi. Tra i premiati il Movimento Pastori Sardi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/02/emanuela_loi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1525" title="Emanuela Loi" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/02/emanuela_loi.jpg" alt="" width="500" height="200" /></a></p>
<p>Il movimento culturale &#8220;<strong>Sardegna Virtuosa</strong>&#8221; oragnizza, sabato 11 febbraio 2012 a Sestu (CA), presso l&#8217;Aula Consiliare via Scipione, la III Giornata Regionale della Moralità e Legalità.</p>
<p><em><strong>1992-2012 &#8211; XX° Anniversario delle Stragi di Via D’Amelio e Capaci</strong></em></p>
<p><strong>Programma dell&#8217;evento:</strong></p>
<p><strong>Ore 16.00:</strong> presso piazza comunale Sestu via Scipione , partenza del corteo con la presenza della banda musicale verso il cimitero, ove si poserà la corona di alloro nella tomba di Emanuela Loi, alla presenza delle autorità civili , militari e religiose.</p>
<p><strong>Segue</strong>: marcia della legalità con agende rosse verso il comune di Sestu.</p>
<p><strong>Ore 18.00:</strong> convegno “La forza del coraggio 2012″ e II premiazione nazionale Emanuela Loi.<br />
Verrano premiati coloro che si sono contraddistinti  nell’anno precedente (2011), per il loro coraggio nel denunciare le mafie e per la determinazione in difesa dei valori di legalità, onestà e libertà, contrastando i gesti di omertà e indifferenza a favore dei diritti di tutti gli individui. presidente giuria del Premio Il giudice Ferdinando Imposimato.</p>
<p><strong>Partecipazione al convegno:</strong></p>
<ul>
<li>Salvatore Borsellino (fratello del giudice Borsellino e fondatore delle agende rosse)</li>
<li>Ferdinando Imposimato (Giudice)</li>
<li>Antonio Ingroia (Giudice)</li>
<li>Antonio Esposito (Magistrato, presidente seconda sezione penale di cassazione)</li>
<li>Pino Masciari (Imprenditore calabrese vittima dell’ ‘ndrangheta)</li>
<li>Sonia Alfano (Europarlamentare e presidente associazione familiari vittime di mafia)</li>
</ul>
<p><strong>Moderatore:</strong> Gianni Barbacetto (Giornalista “Fatto Quotidiano”).<br />
Con la partecipazione del pittore antimafia Gaetano Porcasi.</p>
<p>Giuria presieduta dal Giudice Ferdinando Imposimato, premiati: Antonio Esposito (Magistrato, presidente seconda sezione penale di cassazione), Pino Masciari (Imprenditore calabrese vittima dell’ ndrangheta), Sonia Alfano (Europarlamentare e presidente associazione familiari vittime di mafia), Gianni Barbacetto (Giornalista “Fatto Quotidiano”), Il Gruppo di Intervento Giuridico (Il Presidente Stefano Deliperi), Il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi, il Movimento Pastori Sardi e il Movimento Artigiani e Commercianti Liberi.</p>
<p><strong>Emanuela Loi:</strong> Agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, cadde nell’adempimento del proprio dovere il 19 luglio 1992, vittima della Strage di via d’Amelio a Palermo; con lei persero la vita, oltre a Paolo Borsellino, i colleghi Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Entrata nella Polizia di Stato nel 1988 per seguire l’aspirazione della sorella Claudia, che però non venne ammessa, viene trasferita a Palermo due anni dopo. Avrebbe dovuto sposarsi pochi giorni dopo il fatale attentato.</p>
<p><em>Tratto da:</em> <a title="Sardegna Virtuosa" href="http://reti.ilcambiamento.it/sardegnavirtuosa/2012/01/18/ii-premio-nazionale-emanuela-loi-la-forza-del-coraggio-sestu-cagliari" target="_blank">SardegnaVirtuosa</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce la Consulta dei Movimenti</title>
		<link>http://www.movimentopastorisardi.org/?p=1506</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative ed eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movimentopastorisardi.org/?p=1506</guid>
		<description><![CDATA[A Tramatza il Movimento Pastori Sardi, il Movimento Artigiani e Commercianti Liberi, gli auotrasportatori di Sardegna in Movimento, Irs, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento Anti-Equitalia, il Presidio di Viale Trento, le Donne del Digiuno di Viale Trento e i Pratici hanno unito il loro coordinamento nella "Consulta dei Movimenti".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/01/consulta_dei_movimenti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1507" title="Consulta dei Movimenti" src="http://www.movimentopastorisardi.org/wp-content/uploads/2012/01/consulta_dei_movimenti.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p><em><strong>Tramatza, 24.01.2012</strong></em></p>
<p>Oggi a Tramatza il Movimento Pastori Sardi, il Movimento Artigiani e Commercianti Liberi, gli auotrasportatori di Sardegna in Movimento, Irs, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento Anti-Equitalia, il Presidio di Viale Trento, le Donne del Digiuno di Viale Trento e i Pratici si sono riuniti in assemblea per sancire e rafforzare ogni forma di lotta, per rendere efficace ogni sforzo.</p>
<p>Si è discusso sulla necessità di non commettere errori e danni alla nostra già precaria economia e al nostro popolo, evitando momentaneamente i blocchi stradali.</p>
<p>Gli obiettivi che l’assemblea ritiene più importanti e sensibili sono:</p>
<ul>
<li>Il blocco dei porti con le merci in ingresso;</li>
<li>I centri commerciali, responsabili della non commercializzazione dei prodotti sardi;</li>
<li>Le raffinerie;</li>
</ul>
<p>L’occupazione dei comuni sardi, strumento importante per creare un coordinamento logistico  e amministrativo e il riconoscimento di questi come unico ponte tra noi e lo stato.</p>
<p>Il coordinamento dei movimenti che prende il nome di <a title="Consulta dei Movimenti" href="https://www.facebook.com/pages/Consulta-dei-Movimenti/346227752062399" target="_blank">Consulta dei Movimenti</a> invita già da ora gli aderenti, simpatizzanti e cittadini a partecipare a qualsiasi iniziativa promossa. Già da stasera inizia l’occupazione di alcuni comuni e da domani il blocco del porto di Olbia, Golfo Aranci, Oristano, e Porto Torres.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Assemblea del MPS e di tutte le forze sociali a Tramatza</title>
		<link>http://www.movimentopastorisardi.org/?p=1486</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 15:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative ed eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Assemblea MPS e di tutte le forze sociali, martedì 24 gennaio 2012 alle 10:30, presso l'Hotel Anfora di Tramatza (OR), sulla S.S. 131 al Km 103.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martedì 24 gennaio 2012 alle 10:30, presso l&#8217;Hotel Anfora di Tramatza (OR)</strong>, sulla S.S. 131 al Km 103, si terrà l&#8217;assemblea del Movimento Pastori Sardi aperta a tutte le forze sociali dell&#8217;isola, per discutere le forme di lotta da intraprendere nei prossimi giorni. All&#8217;evento saranno presenti gli organi di stampa nazionali e regionali.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Comunicato Stampa</strong></em></p>
<p>Appuntamento il 24 gennaio, martedì mattina a Tramatza all&#8217;hotel Anfora per il Movimento Pastori Sardi.</p>
<p>Riparte la lotta del Movimento Pastori Sardi. Appuntamento per tutti i militanti martedì mattina alle ore 10:30 all’hotel Anfora a Tramatza (Strada Statale 131, Km 103).</p>
<p>&#8220;E&#8217; un punto di partenza &#8211; spiega Felice Floris leader del movimento &#8211; per decidere che forma di lotta adottare in questa nuova tornata di mobilitazione e di impegno nei confronti del governo regionale e nazionale. Capaci di trovare soluzione alla tante richieste che provengono dalla base del popolo sardo che è ormai stremato dalla mancanza di lavoro e di prospettive per il futuro dei propri figli. Il Movimento dei Forconi siciliano &#8211; conclude Felice Floris &#8211; ci ha insegnato che nonostante le mille difficoltà, la gente tutta può alzare la testa con dignità”.</p>
]]></content:encoded>
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